CIAO, sono MARTINA!
Il mio primo incontro con l’argilla è avvenuto tra i banchi di scuola, grazie a un corso extrascolastico di modellato e mosaico. Quel colpo di fulmine si è consolidato durante gli anni del Liceo Artistico, dove le discipline plastiche sono diventate rapidamente le mie preferite.
Questo percorso di studi ha gettato le basi per una ricerca costante in laboratorio. Nel tempo, ho approfondito la lavorazione al tornio, lo studio degli smalti e dei rivestimenti ceramici, fino a padroneggiare le tecniche di cottura ad estrazione.
La mia ricerca: il Saggar Firing
Oggi, la mia produzione e la mia sperimentazione si concentrano in modo particolare sul saggar firing.
Ho scelto di specializzarmi in questa tecnica complessa perché racchiude un contrasto affascinante: unisce il massimo rigore nella fase di preparazione all'assoluta imprevedibilità del fuoco.
Cercare la padronanza di una tecnica che, per sua natura, non si può controllare appieno, mi ha permesso di ritrovare una parte fondamentale di me stessa.
Il ritorno alle origini
Sperimentare con gli elementi organici nel saggar mi ha riportato alla Martina bambina: a quando passavo le ore in giardino a raccogliere fiori, foglie e piccoli tesori trovati a terra per creare "pozioni" sempre nuove.
Questa stessa urgenza di esplorare l'ignoto, di giocare con la natura e di stupirmi davanti all'inaspettato è la scintilla che, ancora oggi,
guida ogni mio giorno in laboratorio.